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«Decisioni giudiziarie incomprensibili indeboliscono la legalità. Chi promuove disordini contro il Paese che lo ha accolto danneggia commercianti, lavoratori e cittadini»

PALERMO, 29 ottobre 2026 – Dopo i recenti sviluppi giudiziari legati alla scarcerazione e alla mancata applicazione di misure cautelari verso promotori di proteste radicali, il presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi, interviene duramente sul legame tra tenuta dell’ordine pubblico, certezza della pena e salute dell’economia reale.

D. Presidente Attinasi, l’Italia è da sempre terra di accoglienza, ma come viene ripagato oggi questo senso di solidarietà nazionale?
«L’Italia ha costantemente dimostrato generosità, offrendo a chi arriva sul nostro territorio percorsi di studio, formazione, integrazione e opportunità di lavoro. Tuttavia, è inaccettabile che questa disponibilità venga ricambiata promuovendo mobilitazioni ideologiche estreme, volte a trascinare giovani e studenti verso la ribellione contro le istituzioni e contro la Nazione stessa che ha assicurato loro accoglienza e futuro. Suscita forte sconcerto la facilità con cui taluni organi giudiziari scelgono di non applicare misure preventive severe di fronte a condotte dichiaratamente ostili e antagoniste: un simile atteggiamento rischia di trasmettere un segnale devastante di impunità».

D. Esiste un nesso diretto tra questi disordini di piazza e le difficoltà delle imprese?
«Il legame è strettissimo e purtroppo evidente. Quando si sottovaluta chi soffia sul fuoco della protesta e alimenta tensioni violente, il prezzo viene scaricato immediatamente sull’economia reale: vetrine infrante, negozi vandalizzati, saracinesche abbassate per timore di scontri, logistica paralizzata e centri storici trasformati in scenari di guerriglia. A pagare le spese di queste derive non sono i teorici della sommossa o chi decide di rimetterli subito in libertà, ma i piccoli esercenti, gli artigiani e le famiglie che lavorano onestamente tra mille sacrifici».

D. Qual è la richiesta formale che Assoimpresa rivolge alle istituzioni?
«Chiediamo con fermezza che la legalità e la sicurezza tornino a essere considerate la prima precondizione per lo sviluppo economico. Nessun comparto produttivo, commerciale o turistico può resistere in un clima di perenne scontro e delegittimazione delle regole civili. Esprimiamo piena solidarietà agli imprenditori colpiti e chiediamo a istituzioni e magistratura un’assunzione di responsabilità trasparente: difendere l’ordine democratico e chi crea ricchezza e lavoro deve restare una priorità assoluta e non negoziabile».

UFFICIO STAMPA ASSOIMPRESA